Lettera aperta sulla terzietà

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Al Presidente FNOMCeO

Dott.ssa Roberta Chersevani

 

Al Presidente INPS

Prof. Tito Boeri

 

Al Sig. Ministro della Funzione Pubblica

On. Marianna Madia

 

Al Sig. Ministro della Salute

On- Beatrice Lorenzin

 

Al Sig. Ministro del Lavoro

On. Giuliano Poletti

 

Al Sig. Ministro dell’Economia e delle Finanze

On. Pier Carlo Padoan

 

A tutti i Parlamentari della XVII Legislatura

 

Alle Organizzazioni Sindacali e alle Associazioni di Categoria

 

A tutti i colleghi Medici INPS

 

Oggetto: il ruolo del Medico Fiscale

 

 

Gentilissimi,

la categoria dei Medici Fiscali da 45 anni garantisce il diritto dei lavoratori ad avere un medico terzo nella verifica dello stato di malattia, come sancito dall’art. 5 dello Statuto dei Lavoratori.

Dal 1970 (anno della firma dello Statuto dei Lavoratori) ad oggi, tale diritto e’ stato rispettato, attraverso le leggi e i DM che hanno regolamentato la medicina di controllo sia nel settore privato che in quello pubblico.

Oggi finalmente la legge Delega della Riforma della Pubblica Amministrazione ha sancito il riordino della materia affidando le funzioni di controllo interamente all’INPS, che in questi decenni ha dimostrato l’efficacia del proprio modello di intervento nel settore privato.

Noi Medici Fiscali guardiamo con estremo interesse alla nascita del cosidetto Polo Unico della Medicina Fiscale in capo all’INPS e ringraziamo tutti coloro (Istituzioni, Enti, Colleghi, Amministratori e Politici) che si sono lungamente spesi per raggiungere questo obiettivo.

Allo stesso tempo, rivendichiamo con orgoglio l’appartenenza ad una categoria la cui terzietà è sempre stata garanzia di tutela dei lavoratori e dei datori di lavoro, nonche’ garanzia di sostenibilita’ dell’istituto stesso della malattia, e non può essere messa in discussione.

Riteniamo che le Istituzioni debbano far di tutto per garantire tale diritto dei lavoratori e, quindi, chiediamo che in sede di stesura del decreto che dara’ attuazione alla lettera f dell’art 13 della Legge Delega, si ponga estrema attenzione affinche’ sia mantenuta e tutelata l’autonomia della figura del Medico Fiscale e l’indipendenza del suo contratto, fino ad oggi efficacemente garantita dalla normativa in vigore.

Chiediamo, quindi, che la normativa che regolamentera’ il settore della Medicina Fiscale tenga conto del principio di autonomia del Medico Fiscale, di cui all’Art 5 dello Statuto dei Lavoratori, per evitare qualsiasi condizione che possa mettere in soggezione direttamente o indirettamente il Medico Fiscale inficiandone il principio stesso di terzieta’.

Allo stesso tempo chiediamo che la categoria non venga di fatto messa in liquidazione, trasformandola in una categoria ad esaurimento, ma al contrario se ne programmi il futuro, perchè la Medicina Fiscale cresca e si sviluppi ulteriormente anche dopo il raggiungimento dell’età pensionabile dei Medici Fiscali attualmente in servizio.

La normativa che regolamentera’ le condizioni di arruolamento dei Medici che si occuperanno di tale compito, deve continuare a mantenere, come e’ stato finora, indipendenza dalla diretta gestione dell’INPS poiche’ l’Ente, pagando direttamente la malattia, non puo’ garantire, per il suo essere parte in causa,  condizioni di terzieta’.

Tale funzione non puo’ essere esercitata da Medici convenzionati direttamente dall’Ente con bandi o graduatorie direttamente gestiti dall’Ente, come nel caso dei Medici Esterni che si occupano di Invalidita’ Civile. L’ipotizzata commistione di funzioni che si avrebbe con la creazione della figura del medico polivalente (o, meglio, medico competente in Medicina INPS) in seno all’INPS, medico che si occuperebbe di tutte le funzioni esercitate dall’Ente, sia di malattia sia di invalidita’, e arruolata con procedure concorsuali direttamente gestite dall’Ente, andrebbe a cozzare irrimediabilmente con l’art. 5 dello Statuto dei Lavoratori, vanificando un diritto fondamentale che ha 45 anni di storia.

Facciamo nostra, a questo proposito, la puntualizzazione espressa in questi giorni dalla Nidil-CGIL che dice “la proposta unitaria presentata da tutte le OOSS conferma, nel rispetto dell’articolo 5, legge 20 maggio 1970, n.300, la terzieta’ della figura professionale del medico iscritto nelle liste speciali…..Tale proposta, non prevede ne’ presuppone la emanazione di qualsiasi bando da parte dell’INPS per il reclutamento dei medici fiscali cui avvalersi come medici polivalenti”.