Il caso del nostro associato è oggetto di interrogazione parlamentare

Il caso del nostro socio è già stato posto all’attenzione del Senato grazie alla interrogazione a firma dei senatori Fucksia e Romani

 

maurizio romani senatore 5stelle

Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-03557

Atto n. 4-03557

Pubblicato il 3 marzo 2015, nella seduta n. 401

FUCKSIA , ROMANI Maurizio – Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali, della salute e per la semplificazione e la pubblica amministrazione. –

Premesso che:

in data 1° febbraio 2015 la trasmissione televisiva della Rai “Presa Diretta” ha mandato in onda un servizio sull’inchiesta riguardante lo stato del sistema pensionistico in Italia. La trasmissione si è occupata anche delle pensioni di invalidità, affrontando in particolare il caso di alcuni falsi invalidi che, in provincia di Ragusa, secondo quanto riportato nel servizio giornalistico, grazie a medici compiacenti, avrebbero visto aumentare la propria percentuale di invalidità, avendo così accesso ai relativi regimi pensionistici più favorevoli, con la complicità delle segreterie di alcuni politici che in cambio avrebbero ricevuto il voto dei cittadini falsi invalidi;

in data 10 febbraio 2015 i deputati Lorefice, Silvia Giordano, Mantero, Di Vita, Dall’Osso, Baroni, D’uva, Nuti e Cancelleri, del Gruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera, hanno rivolto una interrogazione parlamentare (4-07878) al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dell’interno, al Ministro della giustizia e al Ministro della salute, che così concludeva” se non ritengano doveroso e urgente promuovere una campagna di etica professionale presso le sedi dell’Inps e presso le ASP, con incentivi per il personale virtuoso e con la previsione di sanzioni per quelli scorretti”;

in data 13 febbraio l’INPS ha comunicato la sospensione cautelativa (a firma del direttore regionale Sicilia), senza indicare alcuna motivazione, dei 3 medici esterni che nel periodo dell’inchiesta suddetta prestavano servizio a Ragusa;

tali professionisti, secondo quanto risulta agli interroganti, a nessun titolo risultano coinvolti o citati nelle indagini;

il provvedimento cautelare sarebbe stato emesso su espressa richiesta della Direzione centrale comunicazione coordinamento medico legale, essendo in atto accertamenti tecnico-professionali sull’attività del centro medico-legale di Ragusa da gennaio 2010 a giugno 2013, periodo in cui risulta che tali professionisti prestavano la propria attività professionale presso lo stesso centro;

nei 5 anni in cui i 3 professionisti hanno prestato la loro opera in favore dell’istituto, nessuna lamentela è mai pervenuta, stando a quanto segnalato agli interroganti, al Coordinamento medico legale (CML) dell’INPS, né da parte di cittadini né da parte di funzionari dell’istituto medesimo, né sarebbero state loro notificate contestazioni di alcuna natura;

non risultano agli interroganti provvedimenti similari (sospensioni cautelari, trasferimenti d’ufficio) assunti nei confronti degli altri professionisti che hanno operato in quella sede né a carico di altri, invece coinvolti nell’inchiesta;

allo stato attuale l’INPS non ha inteso fornire alcuna giustificazione per questi provvedimenti, neppure a seguito di richiesta formale inoltrata via posta elettronica certificata (PEC) dagli interessati alla Direzione regionale della Sicilia;

considerato che:

il diritto alla difesa è sancito dall’articolo 24 della Costituzione, ed è definito inviolabile, in quanto rappresenta un istituto fondamentale di ogni sistema democratico. Con riferimento alla vicenda, gli interroganti segnalano che tale diritto potrebbe risultare non essere stato garantito e che la sospensione cautelare potrebbe essere adottata solo nei confronti di dipendenti colpiti da una procedura giudiziaria;

se il principio applicato ai 3 professionisti fosse applicato in via analogica anche a tutti coloro che nel periodo incriminato hanno prestato attività professionale presso il CML di Ragusa, ciò comporterebbe la sospensione di tutti i medici dipendenti, convenzionati, amministrativi, fino al personale della vigilanza e delle pulizie,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti;

se non reputino sussistente, un possibile abuso messo in atto nei confronti dei 3 professionisti, che si sono visti notificare, senza preavviso e senza motivazione, un provvedimento di sospensione cautelare;

se corrisponda al vero la circostanza secondo cui l’INPS non ha inteso fornire alcuna giustificazione per tali provvedimenti;

quali siano le ragioni in ordine alle quali l’INPS non ha tenuto nella dovuta considerazione il fatto che il provvedimento interessava 3 professionisti medici che non risulterebbero, ad oggi, a nessun titolo coinvolti nell’inchiesta sui cosiddetti falsi invalidi di Ragusa;

se risulti se l’INPS, nell’emanare il suddetto provvedimento, abbia valutato il possibile danno morale ed all’immagine che hanno subito e stanno subendo i medici colpiti dal provvedimento;

se non ritengano che tale provvedimento possa comportare il rischio evidente di esporre l’ente ad un aggravio economico ingiustificato, qualora fosse richiesto un risarcimento per i danni causati ai 3 medici;

se siano stati tenuti nell’opportuna considerazione gli effetti che il provvedimento di sospensione dei 3 professionisti avrà nei confronti delle fasce più deboli della popolazione, peraltro in una sede come quella di Ragusa, che risulterebbe carente di personale e per la quale l’ente avrebbe a disposizione un solo medico dipendente di secondo livello e nessuno di primo livello, la cui attività si basa unicamente sulle prestazioni dei professionisti esterni.