Comunicato stampa AIMPAF 8 febbraio 2015


Cominciamo ad analizzare i dati elaborati dal Centro Studi la medicinafiscale.it sulla base di questi ultimi due articoli

La certificazione di malattia nel 2013: Parte 1

La certificazione di malattia nel 2013 – parte 2

Il 50 % circa dei dipendenti pubblici (1.797.934 sui 3.232.954 del totale) ha certificato almeno un evento di malattia nel 2013: di questi, 370.000 dipendenti pubblici (260.000 donne e 110.000 uomini), quelli tra i 50 e i 54 anni, rappresentano il vertice della gaussiana che descrive l’andamento del numero di lavoratori con almeno un evento di malattia all’anno.

I lavoratori nel privato sono in media più giovani (40 anni contro 49) e si ammalano proporzionalmente di meno. Se prendiamo, solo per esempio, la fascia di età che denuncia più eventi (dai 50 ai 54 anni), i certificati di malattia sono 1.465.000 nel privato e 1.283.000 nel pubblico. Fatte le debite proporzioni, visto che i lavoratori del settore pubblico sono circa un quarto rispetto al settore privato (3.232.954 nel pubblico contro gli 11,5 milioni nel privato), in base a tutti gli altri dati riportati, si evince che la spesa per la malattia per il pubblico è, in proporzione, nettamente superiore a quella del settore privato.images-3

Consideriamo ora la spesa per il controllo della malattia: lo stato spende 70 milioni per il controllo nel settore pubblico attualmente in capo alle Regioni contro i 50 (almeno fino al 29 aprile 2013) nel settore privato in capo all’INPS.

Nell’avvio dei lavori dell’indagine conoscitiva della XII Commissione Parlamentare sulla medicina fiscale INPS (e, quindi, sul settore privato), esattamente in questi giorni un anno fa, si diceva “che nel 2013 l’INS ha erogato 2.053 mln di euro di indennità di malattia e che l’assenteismo in Italia è stimato intorno al 2% (prima del 1997 era stimato attorno al 20%)”.

L’attività della Medicina Fiscale INPS ha portato, quindi, in oltre 20 anni di servizio nell’ambito del comparto privato, una riduzione considerevole dell’assenteismo a fronte di un bilancio positivo nel 2012 per questo settore, considerate tutte le voci sia in uscita che in entrata (in entrata troviamo, oltre alla riduzione della prognosi, le assenze non giustificate, i rimborsi da responsabilità terzi, da malattie professionali, da patologie non rimborsabili come la medicina estetica…), sulla base proprio degli accertamenti svolti dal medico fiscale.

Già da queste prime osservazioni, appare evidente come la spesa per la malattia nel settore pubblico sia attualmente del tutto fuori controllo a fronte di un efficace lavoro svolto dall’INPS sul settore privato (almeno fino al 2013).