La cruna dell’ago

Ci troviamo a uno snodo importantissimo della vicenda dei medici fiscali. Dopo anni di attese il Governo sta per emanare un nuovo Decreto Legge per la Pubblica Amministrazione, un decreto  che ci riguarda da vicino. Esso conterrà i paletti all’interno del quale si dovrà poi muovere il Decreto Ministeriale che è un decreto solo attuativo. Quindi il Decreto Legge darà l’impronta, darà le linee guida e il successivo D.M. non potrà cambiare quelle linee guida.

Perciò, dato che abbiamo capito quanto sia cruciale questo momento, Aimpaf e i sindacati stanno condividendo una posizione che ci metta al riparo da pericoli molto gravi e molto possibili.

Noi chiediamo che il Governo metta  nel Decreto Legge i riferimenti minimi retributivi e di tutele per noi Medici Fiscali : abbiamo individuato il contratto Sumai come prima scelta perché più stabilizzante e più ricco di tutele. Chiedere condizioni economiche e di tutele  non inferiori al contratto Inail equivale a chiedere il SUMAI senza però nominarlo.

Nel caso non sia possibile ottenere il Sumai abbiamo deciso di chiedere un contratto a Notula con Compensazione Oraria, dato che temiamo fortemente che ci vogliano dare il contratto peggiore, il  CONTRATTO GENERICO A RETRIBUZIONE ORARIA. Tutti voi sapete che un contratto del genere è stato fatto per i medici esterni delle Commissioni Invalidi. Potete dunque capire che è il contratto di prima scelta per l’Inps.

Se non riusciremo a inserire nel decreto attuativo dei parametri minimi di compenso  e di tutele a retribuzione oraria (SUMAI) o  in subordine, come seconda scelta, la Notula con compensazione oraria (e nel caso della notula dovremo almeno ribadire l’obbligo di rispettare i compensi attuali mettendo  in più la reperibilità pagata )  automaticamente sarà come autorizzare l’Inps ed il Ministero del Lavoro a scegliere per noi  il contrattino generico a ore.  Non si illudano i colleghi medici: il contratto che l’Inps ci proporrà  non sarà neppure quello dei medici esterni dell’ultimo bando, a 3600 euro lordi, ma quello già depositato al Ministero del Lavoro. Un contratto che per i medici fiscali prevede 2400 euro lordi per una reperibilità di 365 giorni l’anno, senza tutele e nel quale  un alto dirigente Inps non vorrebbe neppure inserire i rimborsi spese.

Per questo chiediamo come ulteriori punti imprescindibili che sia rispettata la terzietà e la autonomia contrattuale dei medici fiscali insieme al bloccaliste e alla priorità. Non vogliamo che il nostro contratto sia scelto dall’Inps. Non vogliamo nemmeno che le nostre liste, bloccate fino a oggi, siano manipolabili e aggredibili. Non vogliamo certamente essere messi in una graduatoria per titoli basata su criteri valutativi opachi, come è accaduto nei mesi scorsi con le graduatorie per i medici esterni.

Per questo, avendo colto quasi tutti noi l’importanza del momento, spinti dalla necessità e dalla paura, abbiamo cercato di dare il nostro miglior contributo e speriamo di riuscire a passare indenni in questa strettoia…