Che il messaggio sia chiaro

Siamo sempre di più un ridosso dell’apertura dei tavoli tecnici per la definizione del nuovo contratto dei Medici Fiscali, all’interno della Riforma del polo unico.

E il messaggio  dell’AIMPAF deve essere chiaro.

L’AIMPAF continua nella linea tracciata nella nostra mission, quella che è espressa chiaramente nel nostro position statement.

Dopo più di tre anni in cui le visite fiscali d’ufficio INPS sono state ridotte drasticamente, in cui tra i medici fiscali INPS esistono notevoli differenze di numero di visite d’ufficio effettuate, in cui persiste la situazione di precariato che si prolunga da più di 30 anni, è arrivato il momento di riformare tutto il sistema: visite fiscali più efficaci sia nel settore privato che nel quello pubblico, uniformare gli orari di reperibilità della malattia portando tutti a sei ore al giorno (in questo momento sono 4 ore per il privato e 7 per il pubblico. Si è visto che riducendo a 4 le ore di reperibilità nel pubblico aumenta all’istante l’assenteismo per Malattia), certezza del controllo per avere l’effetto deterrenza che tanto incide nella lotta all’assenteismo, visite fiscali fin dal primo giorno di malattia anche nel Settore Pubblico, compresi i week end.

Con il Sistema INPS, tutto questo è possibile: l’INPS ha, infatti, a disposizione i sistemi informatici e professionali per possono far fronte a queste impegnative necessità.

I medici  preposti devono essere dedicati a questa funzione e sono prioritariamente, per legge, i medici fiscali INPS della lista speciale ad esaurimento.

Le risorse devono essere confermate quelle già nel essere, senza ulteriore aggravio di spesa: per il Settore Pubblico, sono quelle già impegnate per il 2017 per le varie Amministrazioni Pubbliche (ammontano a circa 59 Milioni), per il privato quelle che adesso sono nel bilancio INPS ( circa 42 mln).

Tutto questo pone le basi per ottenere quell’obiettivo già individuato anche dall’indagine conoscitiva della Commissione Affari Sociali: la stabilizzazione dei Medici Fiscali.

Stabilizzazione significa un contratto a tempo pieno e indeterminato, quello che l’AIMPAF chiede da sempre, come espresso chiaramente nel nostro position statement.

L’AIMPAF chiede stabilizzazione per tutti i medici INPS, anche se in questo momento i riflettori sono tutti puntati sulla Medicina Fiscale e sui medici Fiscali, visti gli emanandi decreti attuativi della Riforma della Pubblica Amministrazione.

AIMPAF dice, quindi, no ad un contratto che non abbia queste due caratteristiche imprescindibili: no alla reiterazione dell’attuale disciplina, che prevede un precario contratto a prestazione, no anche ad un contratto a prestazione anche con carico di lavoro minimo garantito, blindato, uniforme, no ad un generico contratto ad ore della durata di tre anni, poichè non rispondono a quei due requisiti fondamentali di tempo pieno ed indeterminato.

L’AIMPAF si riconosce completamente nella dichiarazione d’intenti FNOMCeO del maggio 2016, che potete trovare sul nostro sito, che, per statuto, è solo www.aimpaf.it

Federica Ferraroni